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Tramonti 27 maggio 2008

Posted by Ninja in : Grafica-Fotografia , 8 comments

A volte il cielo si tinge di un colore meraviglioso…

queste sono foto scattate dalla mia terrazza

La prefazione del libro/film “urlo monco” 26 maggio 2008

Posted by Ninja in : Urlo Monco il nostro film , add a comment

Come ho già detto sull’altro articolo dell’urlo monco, qualche settimana fa è stato presentato l’omonomo libro, che anticipa il film. Qui sotto la prefazione

Prefazione a “Urlo Monco”

L’Urlo Monco è la storia di due giovani che ormai estranei al mondo che li circonda, al suo ipocrita moralismo, desiderano uccidere in una sorta di sacrificio liberatorio. Lo stile del lavoro e la storia proposta dal giovane autore sono sicuramente riconducibili per analogia e parallelismo referenziale al gruppo della Gioventù Cannibale, da Ammanniti a Caredda, perché, come in questi, la violenza “pulp” proposta da Aramini è solo la traduzione in gesti isolati di un degrado che è globale, anche se mascherato dall’ipocrisia e dal perbenismo.

Due sono i livelli di lettura proposti dal racconto: quello visivo, delle immagini che scorrono vestite di parole, quello della storia che traduce in messaggio il pensiero dell’autore. Ebbene Aramini mostra di scrivere con l’occhio incollato alla telecamera e propone in successione campi lunghi e medi, primi piani e dettagli, piani americani e piani sequenza. E’ vero che questa tendenza ha già caratterizzato le nuove generazioni di scrittori, dagli anni “novanta” in poi, ma in massima parte trattasi di narrativa pensata per una traduzione cinematografica affidata ad altri, mentre Tomaso sembra voler coniugare parallelamente due potenti passioni, la regia e la prosa, in un gioco complesso e sottile in cui spesso la parola è prevalentemente visiva, in altri casi più narrativa, ed altre volte ancora perfettamente duale. Il livello narrativo della storia pulp o splatter proposta, è forse il lato meno accattivante, ma vuole essere una realistica rappresentazione di un disfacimento morale e psicologico diventato incontrollabile. Il messaggio del racconto non lascia alternative: o siamo narcotizzati da modelli comportamentali di massa, ridotti a vivere senza coscienza, o siamo consapevoli di ciò che siamo, del mondo che ci circonda, ed allora diventeranno inevitabili il rifiuto di viverci ed il desiderio di cercare la libertà con gesti estremi e definitivi, destinati a non essere capiti. Non c’è pessimismo in questo, anzi sembra prevalere una secca razionalità che in definitiva risolve l’inconciliabilità con la violenza, un’ opzione normalmente rifiutata dalla ipocrisia benpensante ma quotidianamente praticata in tutti i campi a danno del più debole.

Sul piano dello stile Tomaso avvicina il linguaggio del racconto all’immediatezza espressiva del quotidiano giovanile, in linea con quel cannibalismo narrativo che rifiuta l’inutile e cerca innanzitutto la verità realistica della comunicazione. Ma sa anche guidare efficacemente il lettore tra silenzi pensosi, dialoghi serrati e pause descrittive, in un ritmo diversificato che a volte rallenta fino all’immobilità fisica e mentale ed a volte accelera fino alla sincope. Interessante anche il gioco dei punti di vista, soggettivo/oggettivo, interno/esterno e quello temporale di presente/passato, affidato spesso a vere e proprie sequenze che si alternano nel ruolo e nella funzione prospettica, come un po’ avviene nella realtà della vita. In questo modo il lettore è spinto a seguire con attenzione il flusso ininterrotto di pensieri e ricordi, di un racconto che diventa gesti e parole, narrazione e metanarrazione. Sì, perché Tomaso introduce nel testo anche alcune note che vogliono essere di spiegazione stessa, di aiuto alla comprensione del racconto, della sua fabula e del suo intreccio. L’Urlo Monco è il primo racconto che Tomaso affida alla stampa, ma lascia intravedere insolite abilità di scrittura (tenuto anche conto della sua giovane età), un personalissimo stile visivo che non potrà non risultare interessante in futuro, capacità di attenzione alla dimensione umana e sociale, sensibilità emozionale ed insieme tendenza a razionali oggettivazioni. L’Urlo Monco si legge con interesse, coinvolge nella prosa e nella storia, spinge ad arrivare alla fine. Sembra voler parlare innanzitutto ai giovani con il linguaggio dei giovani, ma mostra di saper leggere anche il mondo degli adulti, di cogliere con efficacia le distanze sempre più abissali che separano le generazioni e di rappresentare con realistica veridicità il disagio di molti giovani, tanto più violenti quanto più sono fragili. Come Andrea e Lisa, i due protagonisti della storia.

Mario Giannatiempo

Mountain bike adrenaline “the game” 20 maggio 2008

Posted by Ninja in : Varie , 1 comment so far

mountain bike adrenaline è un gioco per ps2 veramente…ma veramente simpatico!!!
domenica l’ho acquistato e mi ha preso subito… inizi il gioco con una cannondale gemini dh e senza casco ,non puoi scegliere altro…
man mano che sali di esperienza si sbloccano altri mezzi, personaggi e caschi fino al demo 8.
puoi selezionare vari tipi di gara e di location (all’inizio a scelta solo tra le montagne rocciose o le alpi, queste ultime molto più veloci mentre le prime più tecniche) e puoi fare varie prove: velocità, acrobazie, northshore ecc… il bello di questo gioco è che è abbastanza realistico, non come downhill domination che è proprio assurdo.
ve lo consiglio alla grande, se avete una ps2 e siete amanti del freeride… dico freeride perchè in effetti è un gioco con vari tratti anche in salita in mezzo alla roccia e con molte passerelle e northshore… i movimenti del biker e della bici sono fatti molto bene.
gran gioco…

http://www.mountainbikeadrenaline.com/uk/

Il significato dell’ideogramma Ninja

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L’ideogramma rappresenta la spada sopra il cuore ed è stato tradotto come “colui che uccide” o “colui che ruba” o “spia”, insomma, tutti significati negativi… i maestri ninjutsu della scuola di togakure invece sostengono che il vero e profondo significato dell’ideogramma è molto diverso e può essere tradotto con:
“colui che resiste” perchè appunto: “colui che nonostante ha una spada puntata sul cuore, lotterà e prevarrà”

qui sotto potete trovare alcune interessanti informazioni sui guerrieri ninja. (continua…)

Alcuni lavori grafici 15 maggio 2008

Posted by Ninja in : Grafica-Fotografia , add a comment

qui la galleria di alcune pubblicità che ho creato, quasi tutte (come leggete nella descrizione) sono state fatte alla Pilm International www.pilm.com l’azienda per cui lavoro, alcune invece le ho fatte nel mio tempo libero. Tutti i diritti sono riservati.

24…il miglior serial tv mai esistito 13 maggio 2008

Posted by Ninja in : Serial , 2 comments

Jack Bauer - 24

Chi non conosce o non ha mai visto 24?

Se siete amanti dei telefilm pieni di colpi di scena , tensione, azione non perdetevi 24… io lo seguo dalla prima serie ho visto tutti gli episodi delle 6 stagioni… e non avete idea di quante persone ho fatto entrare nel tunnel (perfino i miei genitori che non si sono sempre rifiutati di guardare telefilm)
vi consiglio vivamente di non guardare 24 a pezzi, ma di iniziare dalla prima puntata della prima serie e non perdetevi neanche un minuto altrimenti non riuscireste ad apprezzare fino in fondo la trama,
vi terrà letteralmente incollati alla poltrona… o forse vi farà saltare dall’emozione… grande regia, grande interprete (kiefer sutherland)
qui sotto c’è scritto di cosa parla,

(il testo è tratto da wikipedia)

24 è il titolo di un serial TV statunitense prodotta a partire dal 2001 e trasmessa negli Stati Uniti dal canale Fox. In Italia la prima serie andò in onda alla fine del 2001 sulla emittente satellitare Tele+. Attualmente è trasmessa dal canale Fox. Ogni stagione è trasmessa anche in chiaro sulle reti Mediaset, a circa un anno di distanza dalla messa in onda della stessa stagione su emittente satellitare e in seconda serata, inizialmente su Rete 4, attualmente su Italia 1.

Ogni stagione racconta una serie di eventi che si svolgono in un giorno (da cui il titolo 24): la narrazione è suddivisa in ventiquattro puntate da 45 minuti ciascuna – che diventano 60 con gli spazi pubblicitari – ognuna delle quali copre un’ora della giornata. Personaggio fisso degli eventi è l’agente Jack Bauer (interpretato da Kiefer Sutherland) del CTU (Unità Anti-Terrorismo) di Los Angeles.

Benché non nuovissima, la formula del tempo reale è in tale serie spinta all’estremo: il tempo dell’azione è spesso scandito da un orologio digitale che appare sullo schermo (che in realtà è un accorgimento tecnico per introdurre la pubblicità: esso infatti appare quattro volte nel corso della narrazione, e il conteggio del tempo riprende dopo 4 minuti, la durata del blocco tipico di spot sulle TV USA). Altra particolarità tecnica del telefilm è la suddivisione dello schermo in vari riquadri per seguire la contemporaneità di più piani narrativi, fino a confluire su quello principale. Inoltre, ogni giorno della vita di Jack Bauer presenta più sottotrame, che hanno inizio e si dipanano quando quella che sembrava la trama principale va a esaurirsi. Acclamato dalla critica e dal pubblico fin dal suo debutto nel 2001, ha vinto numerosi premi, tra cui 11 Emmy e 2 Globi d’Oro.

in questi giorni è uscito il cofanetto contenente le prime 5 stagioni… la pulce nell’orecchio l’ho messa, ora tocca a voi…

Dedicato a chi ama i Videogames e…Caparezza!

Posted by Ninja in : Musica , 15 comments

questo è il testo di abiura di me tratto dall’album le dimensioni del mio Caos di Caparezza gran disco… consigliato col massimo dei voti…il buon vecchio capa si è superato…

Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande. E’ già tanto se mi cambio le mutande. voglio solo darti un’emicrania lancinante fino a che non salti nel vuoto come uno stunt man. Pensavi che sparassi palle? Bravo! io sono il drago di Puzzle Bobble. Come Crash mi piace rompere le scatole ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon.
Sarà per questo che c’è sempre qualche bloggher che mi investirebbe come a Frogger. Gli bucherò le gomme e bye bye, al limite può farmi una Sega Megadrive. Non mi vedrai salvare un solo lemming, né stare qui a fare la muffa come Fleming.
Non darmi Grammy né premi da star ma giocati il tuo penny e premi ’start’.

RIT: Io voglio passare ad un livello successivo, voglio dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoioco ed ossessivo fino all’abiura di me. Vado ad un livello successivo dove dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoico ed ossessivo fino all’abiura di me.

Io faccio politica pure quando respiro, mica scrivo musica giocando a Guitar Hero. Questi argomenti mi fanno sentire vivo in mezzo a troppi zombie di Resident Evil. Macché divo, mi chiudo a riccio più di Sonic, fino a che non perdo l’armatura come a Ghost’n'Goblins. Mi metto a nudo io, non mi nascondo come Snake in Metal Gear Solid. Ho 500 amighe, intesi? Faccio canzoni mica catechesi! Prendo soldi con il pugno alzato come Super Mario ma non li ho mai spesi.. per farmi le righe come a Tetris. La scena rap è controversa, sfuggo con un salto da Prince of Persia.
Io non gioco le olimpiadi Konami, se stacco le mani l’agitazione mi resta.

RIT: Io non vengo dalla strada sono troppo nerd, non sposo quella causa, ho troppi flirt. Vivo tra gente che col Red Alert passa la vita sui cubi come Q Bert. Ho visto pazzi, rievocare vecchi fantasmi come Pac Man e Dan Akroid.
Ho visto duri che risolvono problemi alzando muri che abbattono come ho fatto in Arkanoid. Nemmeno Freud saprebbe spiegarmi perchè la notte sono di aumentare le armi. Perché la terra mi pare talmente maligna che in confronto Silent Hill assomiglia a Topolinia. Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero. Non cammino sulle nubi come Wonder Boy. Mi credi il messia? Sono problemi tuoi!

testo di caparezza

Caparezza

Lasciatevi catturare dalla magia delle montagne friulane! 6 maggio 2008

Posted by Winterhawk in : Varie , 1 comment so far

Gli ingranaggi girano, ben oliati e collaudati, secondo un ritmo scandito dall’inesorabile passaggio del tempo. Senza quasi che me ne renda conto vengo risucchiato da quersto vortice, finendo per trovare un posto tra gli angusti pertugi dell’inarrestabile macchinario, che continua indefessamente a girare, girare, girare. Talvolta mi fermo, così i pensieri possono finalmente mettersi in moto, quasi senza che io dia loro il via: attingono forza dai sogni e dalla necessita di saziare un appetito che il cibo comune non è in grado di soddisfare. Si rinsaldano sorretti dalla curiosità, autentica molla che infonde vigore all’esigenza di inebriarsi sperimentando nuove esperienze, e traggono linfa vitale dalla ricerca di se stessi, o forse dovrei dire dalla riscoperta di una parte dell’anima che il monotono ritmo quotidiano tenta in ogni modo di annebbiare, se non addirittura di sopprimere. E’ in questi momenti che una voce si materializza nella mia mente, quasi insinuandosi con sottile insistenza: è giunto il momento di ristorare l’anima e so che per farlo c’è un solo modo: gettarsi tra le braccia della natura e lasciarmi andare, senza alcuna paura. La fortuna è dalla mia parte, perchè penso alla magia delle nostre montagne, al fatto che tra esse si celano ancora molti luoghi praticamente incontaminati, a volte anche impenetrabili, ma in grado di rivelare una dimensione in cui la natura è ancora protagonista assoluta, anche grazie al progressivo abbandono da parte dell’uomo verificatosi negli ultimi decenni, in conseguenza alle difficili condizioni ambientali ed a causa della sempre maggiore attrazione esercitata dal luccicante e stucchevole richiamo diffuso dai caotici contesti urbanizzati. Pur sapendo custodire gelosamente i suoi segreti, la natura è in grado di esercitare un fascino irresistibile su chiunque desideri semplicemente ascoltarne la voce o anche solo ricordare -immergendovisi almeno per qualche ora- la propria origine. Ogni prospettiva offerta dalla montagna friulana sembra potenzialmente celare un varco che permette il passaggio ad un’altra dimensione, coniugando in un perfetto amalgama diversi aspetti, tra cui non mancano tradizione, cultura, storia, bellezza, ma anche la coesistenza di delicati equilibri. La rivalutazione di un patrimonio come questo, che è di noi tutti, passa anche attraverso le singole prese di coscienza delle persone: per consentire alla magia delle nostre montagne di sopravvivere, permettendo così anche a coloro che verranno negli anni a venire di apprezzarla, si deve rispettarne l’integrità, magari ricordando che per prendere forma questa alchimia ha compiuto un viaggio di milioni di anni il quale, auspico, non venga compromesso nel volgere di qualche decennio. Fino a che mi sarà possibile continuerò a sfamare la mia anima con le prelibatezze offerte dalla montagna ed a cercare di condividere la magia di quest’ultima con chiunque dovesse scoprirsi sensibile nei suoi confronti.

Assaggiare questa metaforica pietanza è relativamente semplice, se si tiene conto che poco meno della metà del territorio regionale è occupato dalle montagne! Il mio umile consiglio è questo: comunque decidiate di vivere la vostra esperienza con questo ambiente cercate di farlo non limitando i vostri orizzonti: coltivate sempre la curiosità, l’entusiasmo, il desiderio di esplorare nuove dimensioni e di raggiungere gli angoli più diversificati, possibilmente condividendo tutto questo con altre persone; scoprirete quanto aggregante e coinvolgente possa rivelarsi l’aspetto di dividere le emozioni individuali con gli altri. Inoltre, unirete all’impagabile sensazione di poter spaziare lontano con la vista, la grande soddisfazione personale per aver raggiunto un obiettivo che esula dalla banalità quotidiana, facendo pure del bene a voi stessi: una piacevole e salutare attività sportiva aiuta infatti a ritemprare il fisico e la mente.

Urlo Monco…il film 5 maggio 2008

Posted by Ninja in : Cinema, Urlo Monco il nostro film , 4 comments

Dopo più di 10 anni dall’inizio della mia strada con gli :Empatia:, che sono stati una delle colonne portanti della mia esistenza, sto provando, in questo strano 2008, una nuova esperienza come attore di cinema, ebbene si…attore di cinema… a dire la verità fin da quando ero piccolo avrei voluto recitare, ma per una cosa e l’altra l’ho fatto troppo poco.
L’anno scorso ho frequentato il mio secondo corso di teatro con una persona che reputo veramente un grande attore: Carlo Pontesilli, (se avete la possibilità di andare a vedere un suo spettacolo non esitate) è stata dura seguire questo corso, ma ne è valsa la pena… infatti alla fine sono andato al casting per un lungometraggio del giovane regista pordenonese: Tomaso Aramini, a quanto pare è stato amore a prima vista perché ha voluto me come protagonista del suo film: Urlo Monco.
Proprio in aprile la libreria al segno di Pordenone ha stampato, pubblicato e presentato il suo libro e una delle attrici (Federica Guerra dell’Ortoteatro) ha letto alcune parti importanti.
Ad inizio anno abbiamo cominciato a fare prove e a luglio inizieremo a girare. Il film è drammatico, difficile. non aspettatevi di trovarlo nei multisala… (leggendo l’introduzione qui sotto capirete il perché)
Ci sono due giovani.
Essi sono accompagnati dalla disperazione, dall’angoscia, dalla tragedia di un’esistenza dove la nausea è la protagonista. C’è la Morte, la volontà di uccidere, la memoria, e il passato che affiorano in una piccola collezione di quadri umani. È una vicenda proiettile. Non esiste l’identità, né la speranza